Le origini della pianta di Aloe Vera sono molto antiche ed è meraviglioso che una pianta cosi importante ai gironi nostri, così preziosa e utilizzata arrivi da un lontanissimo passato e che il succo di Aloe Vera da bere e il gel di Aloe Vera abbia origini così antiche e riporti dalla storia i suoi benefici alla nostra vita quotidiana e alla nostra salute.

Vediamo al sua storia e le sue evoluzioni nel tempo.

Le informazioni più consolidate ci vengono trasmesse da Nina RØnsted direttamente dalla Danimarca, dove ha partecipato a un progetto molto importante, presso il Museo di Storia Naturale di Copenhagen.

Il progetto ha come obbiettivo il ricostruire nel dettaglio la genesi della pianta di Aloe Vera, in quanto la sua provenienza specifica non è mai stata individuata ma sono emerse testimonianze della sua esistenza risalenti a 19 milioni di anni fa nell’area dell’Africa del Sud, andando in seguito incontro a un’espansione verso nuove terre quali l’Arabia, le zone desertiche dell’isola del Madagascar, Messico, Argentina , Colombia, Paraguay e Sud Est Asiatico.

Nel 4000 a.C la pianta di Aloe Vera appare nella sua preziosa bellezza sui muri degli antichi templi e persino Cleopatra ne utilizzo i suoi principi benefici facendone tesoro per i suoi celebri segreti di bellezza.

Perfino le mummificazioni egizie vedevano la pianta di Aloe Vera protagonista, utilizzata per evitare la putrefazione del corpo, preservandone la bellezza  assoluta necessaria per il passaggio dal mondo dei vivi a mondo dei morti.

In Mesopotamia nel 2100 a.C. su una tavola sumera vengono citati usi e utilizzi per i suoi principi benefici e curativi.

Anche Alessandro Magno ne ha sfruttato i suoi poteri curativi per i suoi soldati feriti e ustionati in battaglia.

Le speci di Aloe Vera esistenti sono 500 e di queste 200 vengono studiate da Nina RØnsted.

Tra queste 200 studiate, la pianta di Aloe Vera è quella che ha riscosso il maggiore successo per innumerevoli ragioni, le principali sono che è una pianta facile da coltivare, resiste senza terra e acqua a lungo ed è facile da raccogliere, combattiva per occuparsi e donare il meglio a noi, per il nostro benessere, come se questo sia il suo unico e fondamentale scopo di vita.

La Bibbia narra della pianta di Aloe Vera nei suoi passi ..

Esse si estendono come valli,
come giardini in riva a un fiume,
come aloe piantati dal SIGNORE,
come cedri vicini alle acque.


Le tue vesti sanno di mirra, d’aloe, di cassia;
dai palazzi d’avorio la musica degli strumenti ti rallegra.


l’ho profumato di mirra,
di aloe e di cinnamomo.


di nardo e di croco, di canna odorosa e di cinnamomo,
e di ogni albero da incenso;
di mirra e d’aloe,
e di ogni più squisito aroma.


Nicodemo, che in precedenza era andato da Gesù di notte, venne anch’egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre.


Dal popolo Egiziano veniva celebrata come “Pianta dell’Immortalità”

Dai monaci che abitavano i conventi medievali ci sono stati tramandati i suoi segreti curativi e per questa ragione veniva fedelmente chiamata la “Pianta Miracolosa”

Per gli Arabi  i Beduini era il “Giglio del Deserto” come speranza e dolce visione tra le insidie delle dune e il sole accecante.. la salvezza della pianta di Aloe Vera.

Per gli Indù era la “Guaritrice Silenziosa” e i guaritori dell’Antica Cina la chiamavano “Rimedio Armonioso”

Dioscoride (medico greco) nel 40 – 70 d.C. dettagliò in modo specifico i diversi e numerosi utilizzi della pianta di Aloe Vera per patologie interne ed esterne e poco più tardi Plinio il Vecchio ne confermò la tesi e testimonianze.

Due episodi fondamentali hanno contribuito a diffondere la conoscenza delle specie botaniche e di altre meraviglie della natura: la scoperta dell’America nel 1942 e la circumnavigazione dell’Africa nel 1497 e proprio durante questi due celebri eventi storici e grazie a questi scambi culturali numerose specie di Aloe sono state importate in Europa ed esportate in aree geografiche differenti da quelle originarie della pianta di Aloe.

Fu il botanico M.Miller, durante uno dei suoi numerosi viaggi in Africa, a catalogare diverse piante da lui scoperte e a donare proprio il suo nome a una particolare specie di Aloe, la Barbadensis Miller, successivamente denominata Aloe Vera da un altro botanico, Linneo.

Alla fine del VI secolo per opera dei Gesuiti la pianta di Aloe Vera fu importata nelle Isole Barbados (Caraibi) dove le doti curative dell’Aloe incontrarono le conoscenze delle popolazioni locali dando alla luce i preziosi utilizzi e benefici fino ad allora sconosciuti.

Nel XVII secolo attraverso le spedizioni della Compagnia Olandese delle Indie la conoscenza della pianta di Aloe Vera si diffuse anche nel Continente Europeo, assumendo un ruolo molto importante tra i rimedi curativi e con il tempo le sue caratteristiche vennero via via dettagliate in maniera più approfondita e precisa.

Nel 1851 i ricercatori inglesi Smith e Stenhaus condussero numerosi studi sulla pianta di Aloe Vera, identificarono e titolarono la prima componente: l’aloina.

Nel British Pharmaceutical Codex nel 1907 sono stati descritti gli estratti di aloina e aloenodina con specifico riferimento al loro effetto lassativo.

All’inizio degli anni Trenta per i primi trattamenti con i raggi X si scoprirono i preziosi benefici del succo di Aloe Vera, l’unico all’altezza di lenire e rimarginare con rapidità le ustioni causate dalle radiazioni.

Anche alle vittime di Hiroshima e Nagasaki la pianta di Aloe Vera ha portato sollievo, a differenza di numerosi altri rimedi applicati senza efficacia.

Nel 1934 nel Maryland (USA), sono stati  resi pubblici, da parte dei Collins (padre e figlio), gli studi sull’utilizzo della pianta di Aloe Vera per il trattamento delle radiodermatiti, attivando ricerche e test clinici da parte del comparto medico-dermatologico americano.

Nel 1959 il FDA (Food and Drug Administration) americano ha proclamato ufficialmente le proprietà benefiche rigenerative della pianta di Aloe Vera dandole l’autorevole riconoscimento da parte dell’intero settore medico-scientifico internazionale.

Nel 1978 alcuni scienziati del Dipartimento di Biochimica dell’Oklahoma State University tra i quali Waller, approfondirono gli studi sulla pianta di Aloe Vera attraverso test e analisi e confermarono la presenza in questa pianta, di diciasette aminoacidi grassi antinfiammatori.

Anche in Russia tra il 1956 e 1957 in uno studio condotto da Rostoski e Nordvinov del Ministero della Salute e del Dipartimento di Chimica dell’Istituto di piante medicinali e aromatiche dell’All-Union face si evidenziò la possibilità di utilizzare l’emulsione di Aloe come trattamento delle lesioni da radiazioni . Il composto fu testato su circa 200 persone con diverse tipologie di tumori maligni, sottoposti a terapia radiale e si notarono gli effetti e l’ottima efficacia.

I ricercatori arrivarono alla conclusione che l’Aloe Vera  era capace di ridurre la sensibilità della pelle successivamente all’esposizione delle radiazioni e a ridurre i tempi di ripresa da 30/45 giorni a 15/16 giorni.


Che le preziose virtù della pianta di Aloe Vera possano illuminare la vostra vita e curare il vostro benessere.